Nemmeno un anno fa vi avevamo raccontato di come il mercato delle bibite fosse tornato a correre nel nostro paese. I numeri parlavano di un sensibile incremento dei volumi acquistati rispetto a degli anni, quelli subito precedenti, che erano stati tutt’altro che esaltanti.
Adesso però le principali aziende produttrici di bibite (e acque) gassate tremano di fronte a una problematica che, almeno in piccola parte, si era già manifestata nel corso del 2021: l’irreperibilità dell’anidride carbonica, elemento fondamentale per le tanto amate bollicine.
Ma andiamo con ordine. Il campanello d’allarme è arrivato dal presidente e amministratore delegato di Sant’Anna Alberto Bertone, che in un’intervista all’Ansa ha dichiarato di essere stato costretto a fermare le linee dell’acqua gassata, ovvero il 30% della produzione totale dell’azienda. Un danno economico enorme, che rischia di compromettere lo stato di salute di tante reatà che operano nello stesso settore.
Stando a quanto discusso da Bertone, molti dei fornitori della compagnia hanno interrotto i loro impianti perché produrre l’anidride carbonica è diventato un lusso che non possono più permettersi. Per la precisione, le difficoltà di trasporto nate negli ultimi tempi, unite all’aumento dei costi energetici, hanno reso il processo di estrazione e produzione di CO2 troppo complicato. In parole povere, non conviene.
La soluzione di Coldiretti
Appurata la gravità della situazione attuale e i conseguenti rischi per il futuro, la speranza è che si possa trovare una soluzione in grado di accontentare tutti. In questo senso, la proposta di Coldiretti Torino sembra quella più accreditata. Dopo l’appello di Alberto Bertone, infatti, il presidente della federazione per i coltivatori del capoluogo piemontese Bruno Mecca Cici si è offerto di discutere un’eventuale collaborazione con i produttori di acque e bevande gassate.
Al centro di questo progetto dovrebbero esserci gli allevamenti animali, che da tempo sono additati come un problema per l’ambiente. In questo modo potrebbero invece diventare una risorsa importantissima, secondo Mecca Cici, per un settore altrettanto importante che teme l’inizio di una vera crisi.
Soltanto il tempo sarà in grado di dirci se e come il mercato delle bibite risentirà dell’irreperibilità dell’anidride carbonica. Quel che è certo è che sarà necessario uno sforzo collettivo nell’immediato.